
di Roberto Gressi
Mezzogiorno di fuoco a Montecitorio con l’emiciclo «sold out». E nell’Aula (stracolma) spuntano anche Razzi e Fascina
La prova generale è finita, è tempo di fare i complimenti agli orchestrali, perché non ce n’è nemmeno uno che abbia suonato contro tempo. E però. Ragazzi, qui c’è qualcosa che non torna. Giovanni Donzelli se ne sta nel mezzo del Transatlantico e scartabella i tabulati. Questo no, questo no… Poi si infila una mano nella tasca e caccia fuori un foglietto spiegazzato: «Ah, ecco. Facciamo le addizioni gruppo per gruppo». Calcolatrice alla mano la somma fa 222. Ma la maggioranza di consensi ne ha presi 229! Franchi tiratori, seppure al contrario, vatti a fidare. Infatti, Giovanni mica si fida, e un attimo prima del voto quasi segreto, dopo aver parlottato con Galeazzo Bignami, scala l’emiciclo fino alla cima più alta, occhio di falco, il rapace capace di stanare un coniglietto a sei chilometri di distanza. Non che ce ne sia bisogno, basta che si sappia che qui non si dorme da piedi, specialmente dopo quel voto di luglio contro le preferenze che gli ha inacidito le vacanze. Domanda non priva di benevolenza: questo successo vi




