
di Matteo Sannicolò
L’assessora provinciale all’Istruzione Francesca Gerosa (Fratelli d’Italia): «Questa misura ha l’obiettivo di migliorare la qualità dell’integrazione»
Com’era prevedibile, la reazione della scuola trentina alle parole della presidente Giorgia Meloni non si è fatta attendere. Domenica — in occasione della festa dei giovani di Fratelli d’Italia a Roma — la premier ha infatti annunciato a sorpresa l’imminente arrivo in Consiglio dei ministri di «un provvedimento che introduce per legge il numero massimo di stranieri per classe». Non solo: «Un provvedimento che dispone l’obbligo di imparare l’italiano per i genitori di quelli con gravi problemi di inserimento scolastico. Inoltre — ha annunciato Meloni — imporremo il divieto di burka e niqab a scuola».
Favorire l’inclusione
Dichiarazioni che hanno acceso immediatamente il dibattito. Tralasciando il botta e risposta che ne è scaturito a livello politico, chi ha iniziato a interrogarsi sulle possibili ricadute del provvedimento sono proprio i diretti interessati. Quindi i presidi, gli insegnanti e soprattutto le famiglie.
Quello che si respira è complessivamente un clima di perplessità. C’è chi è contrario, chi favorevole e chi invece mette in fila una serie di condizioni imprescindibili. Come Maurizio Freschi, presidente della Consulta provinciale dei genitori, che premette: «Condivido




