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Crosetto valuta misure di sicurezza più rigide per il contingente italiano in Arabia. L’ipotesi di spostare gli assetti

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di Rinaldo Frignani

Roma pronta a rafforzare la presenza militare nel Golfo

La priorità è la difesa di uomini e mezzi italiani dislocati attualmente in Arabia Saudita e in tutto lo scenario mediorientale, finiti di recente nel mirino degli Houthi yemeniti. Da qui le valutazioni su un’eventuale rimodulazione della Task Force Arabia dopo la distruzione di un nostro Eurofighter nella base saudita di Ta’if, all’interno dell’hub King Fahd, che potrebbe anche comportare uno spostamento del contingente, sia all’interno dello stesso Paese sia — non si esclude — in Stati vicini, visto che comunque l’Italia è impegnata sul fronte militare in Kuwait, Bahrein ed Emirati Arabi. Proprio in queste ore la Difesa ha deciso comunque di rafforzare le misure di sicurezza che riguardano proprio gli assetti aerei, ovvero gli altri caccia Eurofighter e del Gulfstream Caew per la sorveglianza aerea.

«Sono in corso valutazioni, con principale focus sulla sicurezza dei contingenti, sulla presenza nazionale nell’area», conferma il ministro Guido Crosetto, che aggiunge: «Come reso noto anche dal portavoce degli Houthi non c’era alcuna volontà di colpire un assetto italiano. Intanto, per tutti gli assetti e in particolare per quelli aerei, sono state adottate misure per incrementarne le condizioni

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