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Stretto di Magellano, perché è tornato il traffico navale: colpa dei cambiamenti climatici che ostacolano Panama

di Redazione Economia

Lo Stretto di Magellano ha registrato tra agosto e settembre un incremento del traffico marittimo superiore al 70% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

All’estremità meridionale dell’America del Sud, lo Stretto di Magellano ha registrato tra agosto e settembre un incremento del traffico marittimo superiore al 70% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Alla base dell’impennata c’è soprattutto la crisi idrica che sta interessando il Canale di Panama, uno degli snodi più rilevanti del commercio mondiale. La riduzione delle precipitazioni e gli effetti del fenomeno climatico di El Niño hanno abbassato i livelli del lago Gatún, il bacino che alimenta il sistema di chiuse del canale, costringendo l’Autorità di Panama a limitare il numero di transiti giornalieri e ad applicare restrizioni al pescaggio delle navi. Ad agosto l’Autorità aveva annunciato una riduzione dei passaggi a 32 navi al giorno per preservare le risorse idriche del canale.

La siccità

«Le condizioni climatiche in Centroamerica hanno rappresentato il fattore determinante nell’alterazione degli itinerari», ha spiegato Kenneth Loh, analista di Bloomberg Intelligence, sottolineando che la crisi ha costretto gli operatori a sostenere costi elevati per assicurarsi un passaggio prioritario attraverso Panama ed evitare lunghe attese. Per molte compagnie,

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