
di Pietro Mella Bitti
Non solo panini: mentre il Capoluogo segue tra i comuni Roma e Milano l’offerta si diversifica e si specializza
Torino si conferma una delle capitali italiane dello street food. Con 78 imprese registrate al 31 marzo 2026, il capoluogo piemontese si colloca al terzo posto nella graduatoria nazionale dei Comuni, alle spalle di Roma, con 129 attività, e Milano, ferma a quota 128. Considerando l’intera provincia, le imprese salgono a 170, un dato che vale a Torino il quarto posto in Italia.
Un settore che non smette di crescere
I numeri, elaborati da Unioncamere e InfoCamere su dati del Registro delle Imprese, raccontano un settore che negli ultimi dieci anni ha cambiato profondamente la propria geografia. In Italia le attività riconducibili allo street food sono passate dalle 2.271 del 2016 alle 4.286 del 2026, con una crescita dell’88,7%. Anche il numero dei Comuni coinvolti è aumentato del 57%, passando da 1.258 a 1.975. A Torino il fenomeno appare però più consolidato che esplosivo. Nel 2016 in città erano registrate 67 imprese riconducibili al comparto, diventate 78 dieci anni dopo: undici in più. Una crescita inferiore a quella registrata in altre città, ma che mantiene




