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Strage di cicogne nel Nisseno per colpa delle discariche abusive: «Scambiano per cibo plastica e lacci emostatici»

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di Salvo Fallica

Un caso che richiama l’allarme sui rifiuti abbandonati in discariche abusive e il pericolo che rappresentano per la biodiversità

La strage di cicogne nel Nisseno è un caso che richiama l’emergenza dietro i rifiuti abbandonati in discariche abusive e il pericolo concreto che questi rappresentano per la biodiversità. 

Gli effetti drammatici sulle cicogne

Nell’area naturale «Geloi Wetland», nel territorio di Gela, parecchie cicogne che nidificano annualmente «muoiono perché scambiano per cibo la plastica, gli elastici e anche i lacci emostatici», afferma l’ornitologo Angelo Scuderi. Lo scienziato che da volontario, in sinergia con altri ambientalisti, si occupa dell’area naturale ricostituita e bonificata attraverso l’intervento di una fondazione privata, ha monitorato «almeno dodici casi tra i piccoli di cicogna». All’inizio non si riusciva a comprendere cosa stesse accadendo, anche perché l’area è ben curata. Solo le analisi scientifiche hanno fatto emergere una triste verità.

L’effetto nefasto delle discariche in zone limitrofe all’area naturale

«Nello stomaco della cicogne morte – spiega ancora Scuderi – troviamo plastiche e spesso lacci emostatici che gli animali scambiano per lombrichi. Una volta ingeriti, questi oggetti portano alla morte». Nelle zone limitrofe all’area, non mancano discariche abusive, spesso in luoghi isolati difficili da

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