di Diana Cavalcoli
La beffa per le famiglie è ulteriore: i prezzi dei servizi essenziali crescono a velocità doppia, talvolta tripla, rispetto a tutti gli altri
Crescono le spese obbligate per gli italiani. Nel 2026, una famiglia italiana media destina oltre il 41% dell’intera spesa ai consumi “obbligati”: quelli a cui non si può sottrarsi, dall’affitto alle bollette, dalle assicurazioni alle cure mediche. Trent’anni fa questa quota era il 37%. Un aumento di quasi cinque punti percentuali che, nelle stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, rivela la dinamica di una pressione crescente sui bilanci domestici, aggravata da un fenomeno spesso trascurato: i prezzi dei servizi essenziali crescono a velocità doppia, talvolta tripla, rispetto a tutti gli altri.
I nuovi squilibri
I numeri di un nuovo squilibrio emergono chiaramente dal report. Tra il 1995 e il 2026, i prezzi delle spese obbligate sono cresciuti del 140,8%. Nello stesso periodo, i beni commercializzabili (dall’abbigliamento agli arredi, dai giocattoli all’elettronica) hanno subito aumenti del 57,4%, e i servizi a libera scelta del 88,4%. L’energia da sola ha toccato un record assoluto: una crescita del 211,1%.
Si spende in primo luogo per la casa. L’abitazione continua a dominare, con una spesa




