
di Alessandra Nardini
Quando la temperatura esterna si alza troppo, il nostro organismo va in difficoltà e quest’estate ce l’ha rimostrato. Uno studio pubblicato su Frontiers in Public Health ha messo in relazione i parametri dello sperma con la temperatura apparente nei 90 giorni precedenti
L’estate 2026 è stata la più calda in Italia dal 1950. E mentre le temperature record hanno messo sotto pressione agricoltura, città ed ecosistemi, c’è un altro effetto del calore prolungato che arriva da una parte meno visibile del corpo maschile: i testicoli. La loro posizione esterna all’organismo non è casuale. Per produrre spermatozoi in condizioni ottimali devono mantenersi alcuni gradi al di sotto della temperatura corporea. Quando il calore aumenta e l’esposizione si prolunga, questo equilibrio può saltare.
Secondo le analisi dell’Istituto per la bioeconomia del Cnr, diffuse la settimana scorsa, la temperatura media dell’estate appena conclusa è stata di 24,3 °C a due metri dal suolo. Agosto ha raggiunto una media di 25,6 °C. Per la prima volta, inoltre, luglio e agosto sono stati consecutivamente i mesi più caldi mai registrati.
Un termometro naturale
La spermatogenesi è particolarmente sensibile al calore. Quando la temperatura testicolare aumenta troppo, le cellule coinvolte nella produzione




