
Il restyling porta nuove versioni plug-in da 356 e 461 Cv, una batteria da 41,2 kWh e fino a 200 km senza usare benzina. Cambiano anche il look e la tecnologia di bordo, con Google Gemini integrato.
Luca Giaffreda
15 settembre – 12:42 – LONDRA (GRAN BRETAGNA)
Duecento chilometri in elettrico possono bastare? Per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola e concedersi una gita fuori porta, probabilmente sì. È il terreno sul quale Volvo vuole portare la XC60 2027: un’ibrida plug-in capace di lasciare spento il motore a benzina anche oltre i tragitti quotidiani. Per riuscirci, però, serve una batteria più grande di quella di alcune piccole elettriche. E sotto il cofano rimane un quattro cilindri turbo. Intanto la seconda generazione del Suv, nata nel 2017, si avvicina ai dieci anni di carriera con una linea che sembra avere ancora qualcosa da dire.
Come cambia—
Una buona linea ha bisogno di pochi colpi di matita per restare al passo con i tempi. La XC60, il modello Volvo più venduto di sempre, segue questa logica: aggiorna i tratti senza cambiare faccia. Il lavoro, però, va oltre




