di Nicola Saldutti
Negli Usa alcune remunerazioni superano gli 800 milioni di dollari. Ma le esagerazioni non aiutano e soprattutto non convincono gli azionisti, dice uno studio di Georgeson
È una di quelle regole proposte nei momenti complicati, e quindi dimenticata. Nel 2014 il Fondo Monetario Internazionale suggerì alcuni passaggi per tentare di ridurre i rischi globali, uno di questi riguardava i bonus d’oro dei banchieri. Il Fondo propose che avrebbero dovuto restituire i premi ricevuti in passato se le decisioni avessero causato perdite nel lungo termine alla banca che magari nel frattempo avevano lasciato per altri incarichi. Con i risultati record di questi anni, naturalmente quella regola è finita nel dimenticatoio, anche se il problema resta: contano di più i risultati a breve termine o le eredità pesanti che talvolta si lasciano nei libri contabili?
Questione aperta. In queste settimane è emersa liquidazione di Tim Cook di 47 milioni di dollari e il lavoro sul Corriere di Massimiliano Jattoni Dall’Asén ha sottolineato come negli Stati Uniti ci siano due manager, a parte Elon Musk, che hanno guadagnato oltre 800 milioni di dollari: Dylan Field (Figma) è arrivato a 864,4 milioni e Shankh Mitra (Welltower) a




