
Il minutaggio di Lamine andrà a salire partita dopo partita. Quasi due mesi di stop lasciano il segno, ma la stella del Barcellona è sul pezzo
Il giorno dopo, come sempre, è quello delle riflessioni. La Spagna non si aspettava una partenza lenta: Capo Verde non è stato sottovalutato, ma non si pensava che potesse difendersi così bene contro una squadra che ha tenuto il possesso del pallone per tre quarti della gara. E invece gli africani sono stati bravissimi e gli spagnoli un po’ meno: qualche fiammata, alcune occasioni sventate dallo spettacolare Vozinha in collaborazione con i suoi difensori centrali, una pressione costante ma mai così risoluta da soffocare gli avversari. I tifosi invocavano Lamine Yamal e la stella del Barcellona è entrata a venti minuti dalla fine. Ha dato impulso al gioco, ha costretto Bubista a mettergli addosso due controllori per rallentarlo, ha servito una splendida palla a Dani Olmo, ma non è bastato.
il fisico—
Tra i temi del giorno dopo c’è proprio la condizione di Lamine. Come sta? Se Luis De la Fuente ha atteso fino al 71’ per inserirlo, significa che proprio non poteva giocare di più. Il piano è stato portato avanti senza




