di Giuliana Ferraino
Ordini per oltre 70 miliardi. Musk e la governance creata per essere inamovibile. In caso di controversie l’unica via possibile per gli azionisti ordinari sarà l’arbitrato in Texas
Prima di arrivare su Marte, Elon Musk conquista Wall Street. SpaceX debutta oggi, venerdì 12 giugno, sul Nasdaq con l’obiettivo di raccogliere 75 miliardi di dollari: la più grande Ipo della storia, oltre il doppio di Saudi Aramco (29,4 miliardi). Con una valutazione di circa 1.750 miliardi, il gruppo entrerebbe immediatamente nell’élite del capitalismo globale.
Richieste stellari per la compagnia spaziale
L’offerta prevede la vendita di circa 556 milioni di azioni a 135 dollari ciascuna. La domanda è stata travolgente: secondo Bloomberg gli investitori retail hanno presentato ordini per oltre 70 miliardi, mentre circa mille investitori istituzionali hanno chiesto di partecipare al collocamento. BlackRock avrebbe presentato ordini per almeno 5 miliardi.
L’azienda che arriva in Borsa è molto diversa dalla startup fondata da Musk nel 2002 per ridurre il costo dell’accesso allo Spazio. Grazie ai razzi riutilizzabili Falcon, SpaceX è diventata il principale operatore mondiale nei lanci commerciali. Oggi gestisce Starlink, una costellazione di quasi 10 mila satelliti, trasporta astronauti e rifornimenti per la Nasa,




