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Spa, la gara del poker: Ferrari e Toyota si studiano verso Le Mans

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Dopo la 6 Ore di Imola il quadro si è fatto più chiaro. Ferrari ha dimostrato che la 499P è nata bene anche su piste guidate e tecniche, Toyota ha confermato di essere ancora il riferimento nella gestione gara, mentre alle spalle il gruppo si è compattato. BMW cresce, Alpine continua a lavorare sui dettagli, Cadillac resta pericolosa sui circuiti veloci e Peugeot prova a ritrovare continuità.

Ma Spa-Francorchamps è diversa da tutto il resto. Uno dei circuiti più iconici e impegnativi del motorsport mondiale: 7,004 chilometri nelle Ardenne, 19 curve e continui saliscendi che costringono squadre e piloti a trovare compromessi quasi impossibili tra carico aerodinamico, efficienza e gestione gomme.

Qui contano la fiducia aerodinamica e l’efficienza sul Kemmel, ma soprattutto la capacità di interpretare condizioni in continuo cambiamento. Sole, pioggia, vento e umidità possono trasformare il tracciato in pochi minuti. È anche per questo che nel paddock viene considerata la vera prova generale della 24 Ore di Le Mans.

Le sezioni simbolo restano le stesse. Eau Rouge e Raidillon, affrontate in pieno dalle Hypercar, sono ancora oggi tra i punti più spettacolari del mondiale. Poi il Kemmel Straight, cruciale per la velocità di punta, prima della staccata di

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