
Oggi i motori di moltissime auto stradali sono sovralimentati. La parola turbo è entrata far parte del nostro linguaggio quotidiano, tanto da venire utilizzata anche in altri contesti, che con il mondo dei motori non hanno nulla a che fare (si parla, per esempio, di turbocapitalismo). Alle spalle di tutto questo, però, ci sono una lunga storia e delle ragioni tecniche precise. Innanzitutto, perché un motore a combustione trae beneficio dalla sovralimentazione? In linea di principio, la risposta è semplice: perché la potenza erogata da un motore termico è correlata alla quantità di miscela di aria e combustibile che riesce a bruciare in un certo intervallo di tempo. Il funzionamento di questo tipo di propulsore si basa infatti sulla trasformazione dell’energia chimica del combustibile in lavoro meccanico (quello dei pistoni all’interno dei cilindri): per poter bruciare una maggiore quantità di combustibile, però, serve più ossigeno, che arriva al motore attraverso l’aria aspirata. Se si riesce con qualche soluzione ad aumentare la quantità di aria che entra nel cilindro, aumenta quella di combustibile che può essere bruciato, quindi si libera più energia, ottenendo più coppia e potenza. L’aria entra nel cilindro per la depressione che si crea al suo interno durante la




