di Dario Di Vico
Dopo il Pnrr le aziende ricominciano a comprare macchinari. In pochi giorni due miliardi di prenotazioni. Farà bene anche al Pil?
Il segnale è decisamente positivo. Se fin qui gli investimenti (e il Pil) sono stati tirati dal Pnrr, ora che quel programma di matrice europea è terminato sono tornati a farsi vivi (provvidenzialmente) gli investimenti privati. Ce lo dicono i primi numeri sull’efficacia dell’iperammortamento comunicati con una certa soddisfazione dal ministro Adolfo Urso all’assemblea dell’Ucimu di martedì scorso. Al 6 luglio sulla piattaforma Gse sono state rilevate 6.400 domande da parte delle imprese per un totale di 2 miliardi di euro. Nel dettaglio il 90% delle domande riguarda l’acquisto di macchine utensili e il 10% di software.
Dunque l’iperammortamento «semplificato» nell’ultima versione datata 2026 è apprezzato dalle imprese anche se, come sottolineano molti imprenditori e molte territoriali della Confindustria, aver perso sei mesi per emanare i decreti attuativi è stata una vera disdetta. E ha portato le aziende a rinviare giocoforza le scelte di investimento. Il governo, per bocca del ministro competente, ora gioisce e — per una volta — anche dall’opposizione arriva un giudizio positivo. L’ex ministro Carlo Calenda, protagonista del




