di Diana Cavalcoli
È una variante moderna del «quiet firing», il licenziamento silenzioso, applicata a uno strumento che la pandemia ha trasformato in una conquista nell’equilibrio vita-lavoro irrinunciabile per milioni di lavoratori
Si chiama quiet purging, eliminazione silenziosa. E sta prendendo piede negli Stati Uniti dove diverse aziende revocano lo smart working sapendo che una quota dei dipendenti preferirà dimettersi piuttosto che tornare in ufficio. La strategia, legata al risparmio dei costi del lavoro, è una variante moderna del quiet firing, il licenziamento silenzioso applicata a uno strumento che la pandemia ha trasformato in una conquista nell’equilibrio vita-lavoro considerata irrinunciabile per milioni di lavoratori.
Il fenomeno è documentato, almeno negli Stati Uniti, da qualche anno dove il lavoro da casa è ampiamente diffuso e coinvolge circa 34 milioni di persone, concentrate nei servizi. E dove secondo un report del 2025 del Pew Research Center circa la metà di chi lavora da casa si dice pronto a cambiare lavoro in caso di stop allo smart working.
I sondaggi
Qualche indizio sul trend del quiet purging lo si ritrova anche guardando al mondo Hr. Un sondaggio pubblicato nel giugno 2024 da BambooHr, piattaforma




