
di Alessandro Sala
Il caso sollevato da un’associazione di tutela degli animali in Abruzzo diventa un quesito giuridico. E accende il dibattito in rete: è lecito che i quattro zampe di proprietà si liberino dei loro liquidi nelle pubbliche vie?
Conta di più il diritto alla tutela e al decoro dei centri abitati o il bisogno dei cani di marcare il territorio? Su questa domanda si è aperto un dibattito pubblico, soprattutto sui social, scaturito dalla decisione della sindaca di un piccolo centro abruzzese, Antonina Di Nino, alla guida della giunta comunale di Pratola Peligna, nell’Aquilano, di emanare un’ordinanza per obbligare i proprietari degli animali a circolare con una bottiglietta d’acqua per lavare l’urina depositata dai loro amici a quattro zampe nelle aree pubbliche.
Un provvedimento finalizzato a salvaguardare, nei limiti del possibile, la decenza e la pulizia della pubblica via, con un metodo che sembra fin troppo semplice ma che qualche piccolo risultato, se non proprio in termini di igienizzazione almeno in quelli di una riduzione del danno, lo può dare. Non così, tuttavia, la vede l’associazione Tutela Diritti Animali Ets, un gruppo nato in ambito Arci, che, come riferisce l’Ansa, tramite il presidente Gabriele Bettoschi, ha




