
In attesa che si sblocchi la situazione con la Figc, il ct promesso in Austria prosegue la preparazione con lo United FC di Dubai
Il vizio di stare sereno e beato a metà campo a dispensare consigli non gli passerà neanche tra quarant’anni, quando ripenserà di aver detto sì all’Italia tra le campagne dell’Alta Austria, a Geinberg, a soli otto chilometri da quella Germania dov’è diventato campione del mondo. Andrea Pirlo s’è trincerato in un comprensibile silenzio. “Il modo giusto per affrontare il clamore”, scriveva Sun Tzu ne ‘L’arte della guerra’, manifesto di strategia e tattica. Quella di Pirlo è dettata dalla logica e dall’attesa: non proferire parola riguardo il suo possibile futuro come allenatore della Nazionale azzurra, coperto tuttora dai nuvoloni scuri legati alla questione dello sponsor russo. In questo piccolo paesino dell’Austria, circondato da campi di girasoli, notti quiete e passanti curiosi, Pirlo resta in attesa con un vestito nero: i colori dello United FC. Arriva da una promozione in prima divisione, sta accogliendo i nuovi acquisti e al momento la guida tecnica resta lui, come hanno dimostrato l’intensità e la cura delle sedute in questi giorni. Questione di rispetto, soprattutto, perché finché non ci sarà la




