RISCHIO MAGGIORE
Non è una questione di abilità al volante, ma di pura fisica e progettazione: secondo una ricerca condotta dall’Università di Graz (TU Graz) in Austria, che ha analizzato i dati sugli incidenti stradali tra il 2012 e il 2024, le donne corrono un rischio di lesioni superiore del 60% rispetto agli uomini, anche quando coinvolte nello stesso tipo di collisione.
Lo studio evidenzia come le occupanti di sesso femminile subiscano ferite sproporzionatamente più frequenti a torace, colonna vertebrale, braccia e gambe. Il dato più allarmante riguarda gli urti a bassa velocità, dove le donne hanno più del doppio delle probabilità di essere gravemente ferite o uccise.
Questo divario non dipende dal tipo di veicolo o dalla tipologia dell’incidente, ma dal fatto che i sistemi di sicurezza attuali non sono ottimizzati per l’anatomia femminile, rendendo le auto intrinsecamente meno sicure per metà della popolazione mondiale.
NON È SOLO QUESTIONE DI STATURA
Il motivo di questa discriminazione tecnologica affonda le radici negli anni ‘70. Per decenni, gli standard di sicurezza si sono basati sul manichino Hybrid III, modellato su un uomo medio alto 1,75 m per 78 kg di peso. Le donne, tuttavia, non sono uomini più piccoli ma presentano




