
di Mohammed Tolouei*
L’autore iraniano «incredulo» per le rivelazioni del «New York Times»: l’ex dittatore «è tra le figure più odiate dalla classe media iraniana», e invocava «la distruzione di Israele»
*scrittore iraniano. Il più recente suo libro tradotto in italiano è Enciclopedia dei sogni (Bompiani, 2025).
Il New York Times racconta che nei primi giorni di guerra il bombardamento della casa di Ahmadinejad sarebbe servito a salvarlo dagli arresti domiciliari e a portarlo alla guida del paese. A mia moglie ho detto: «Se questa storia è vera, il mondo è davvero impazzito». Ma perché non riesco a crederci? Proviamo ad analizzare questa storia con la mente di un iraniano.
Mahmud Ahmadinejad, sesto presidente dell’Iran, arrivò al potere promettendo uguaglianza e redistribuzione della ricchezza, in competizione con Hashemi Rafsanjani, che aveva il sostegno dei conservatori ma non era riuscito a conquistare i giovani delusi dalle riforme. Ricevette in eredità un paese molto giovane, con un’inflazione a una sola cifra e il petrolio a 170 dollari al barile.
Un paese che possedeva la forza lavoro più istruita della regione, dove le grandi ricostruzioni successive alla guerra con l’Iraq erano già state compiute: un cavallo sellato e pronto




