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Sally Rooney, il caso della scrittrice irlandese (e dei libri ritirati in Uk) accende la polemica nel Regno Unito: censura o mossa pubblicitaria?

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di Luigi Ippolito

Sul settimanale New Statesman appello di molti intellettuali in difesa di Rooney e la richiesta che il governo cambi la legislazione anti-terrorismo

Non si placa la polemica sul caso di Sally Rooney, la celebre scrittrice irlandese che ha deciso, d’accordo con la sua casa editrice, di ritirare i propri libri dal mercato britannico nel timore (vero o presunto) di finire nel mirino della legislazione anti-terrorismo.

A scendere in campo è ora il fior fiore dell’intellighentsia progressista, tramite un appello che occupa oggi l’intera copertina del New Statesman, il settimanale politico di sinistra: il breve testo, intitolato «Sally Rooney è una scrittrice, non una terrorista», porta la firma, tra gli altri, di Zadie Smith, Annie Ernaux, Julian Barnes, Irvine Welsh, Arundhati Roy, Amitav Gosh, Jhumpa Lahiri, George Saunders, Colm Toibin, Naomi Klein, Slavoj Zizek, oltre che della neo premio Nobel Anne Carson e di Paul Mescal e Daisy Edgar-Jones, gli attori che hanno interpretato la fortunata serie tv tratta da «Normal People», il maggior successo della Rooney.

«I suoi libri devono essere disponibili al pubblico – si legge nell’appello -. Il loro ritiro dalla vendita, sulla base di una mal concepita e draconiana

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