di Redazione Economia
Oltre 20 milioni di caselle stimate attive in Italia con l’obiettivo (quasi raggiunto) di 3,5 miliardi di messaggi scambiati nel 2026
Per il 55% delle organizzazioni italiane, la mancanza di interoperabilità internazionale è una delle principali barriere all’uso della Posta Elettronica Certificata meglio nota in sigla come Pec. Il 67% ritiene invece che estendere la comunicazione certificata a livello europeo migliorerebbe certezza legale e compliance negli scambi con l’estero. Sono i dati di una ricerca Idc presentata oggi a Roma al convegno «Pec. Eccellenza italiana, futuro europeo», promosso da Aruba con il patrocinio di AgID e il sostegno di Abi.
Lo strumento, nato vent’anni fa, è ormai radicato nel Paese. Secondo le ultime statistiche ufficiali di AgID, la Posta Elettronica Certificata conta oltre 20 milioni di caselle stimate attive e si avvia a chiudere il 2026 con circa 3,5 miliardi di messaggi scambiati. La ricerca IDC registra un uso sempre più articolato tra cittadini, imprese, professionisti e PA. Lo studio segnala anche nuovi ambiti di impiego e una diffusa intenzione di mantenere o aumentare l’utilizzo nei prossimi dodici mesi.
La partita ora si gioca sul regolamento europeo eIDAS 2.0. Il passaggio




