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Rosa Feola: «Canto da New York alla Scala. Ma che fatica essere mamma di una bambina piccola e viaggiare di continuo»

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di Valerio Cappelli

Intervista al soprano italiano più accreditato nella nuova scena internazionale. Stasera al Metropolitan per «La Traviata», poi Lucia alla Scala

Se non fosse un bisticcio di parole, ne ha fatta di strada Rosa Feola, dal suo paese natale di San Nicola la Strada (nel casertano) a New York. Il soprano italiano più accreditato sulla nuova scena internazionale, 39 anni, il 3 maggio riporta una Violetta italiana dopo dieci anni al Met della Grande Mela, nella fiabesca Traviata «di» Michael Mayer. «E’ come un sogno di Violetta, che rivive la sua storia. Lei è sul letto dall’inizio, si alza e osserva gli altri protagonisti e in fondo li racconta».

Rosa è cresciuta «in un piccolo luogo dove si conoscono tutti, ho avuto incontri fortunati, ho cominciato il canto come hobby, cantando nel coro in chiesa. Un teatro a San Nicola la Strada (si chiama così perché ci passa via Appia ed è una cittadina molto religiosa) non c’è, ma curiosamente ci sono diverse scuole di musica e tanti bambini suonano e cantano». Cantava ai matrimoni, l’Ave Maria di Schubert. «Ma una delle mie prime esperienze più belle fu quando cantai con i parenti agli 80

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