
di Piera Genta
Sparecchiano la colazione, interagiscono con i turisti e preparano i cocktail. Ecco dove può arrivare la rivoluzione
I numeri non lasciano molto spazio al dibattito: la robotica di servizio cresce del 35% a livello globale. Gli Stati Uniti trainano, l’Italia si muove attorno al 20%. Succede dentro hotel, ristoranti, stabilimenti farmaceutici. Anche in Piemonte. Non è solo una questione tecnologica. A spingere è anche la difficoltà a reperire personale e coprire turni ripetitivi, soprattutto nella fascia bassa dei servizi. In questo contesto il robot entra come soluzione organizzativa prima ancora che innovazione: riduce gli spostamenti, stabilizza mansioni e permette di ridistribuire il lavoro umano su attività a maggior valore.
Robot al Grand Hotel
Il motore è l’intelligenza artificiale, integrata nei sistemi di navigazione e interazione. A portare queste soluzioni sul territorio è Al-Ba Robotics, spin-off di Al-Ba Automazione, azienda con oltre vent’anni di esperienza nella robotica industriale. Al Grand Hotel Sitea, cinque stelle nel centro di Torino, il primo robot è operativo dall’inizio del 2026. Al mattino supporta lo sbarazzo della colazione; nel pomeriggio si muove negli spazi comuni, intercetta le richieste degli ospiti e, quando serve, indirizza al ricevimento. «Sullo schermo carichiamo contenuti dell’hotel e informazioni




