
di Stefania Ulivi
L’attore a Roma per la presentazione della versione restaurata del film, in occasione dei cinquant’anni dall’uscita
«Robert Robert Robert». È una piazza San Cosimato piena fino all’inverosimile quella che accoglie Robert De Niro, arrivato a Roma per presentare la versione restaurata di «Novecento» di Bernardo Bertolucci, a 50 anni dall’uscita, in dialogo con Antonio Monda e Valerio Carocci della Fondazione Piccolo America. Il suo film più epico («un monumento spudorato a tutte le contraddizioni del sistema», nelle parole del regista scomparso nel novembre 2018), presentato fuori concorso a Cannes del 1976 — uscito in sala il 3 settembre (Atto I) e il 23 dello stesso mese (Atto II). Da subito un cult, festeggiato quest’anno anche con una grande mostra a Parma, in programma fino al prossimo 26 luglio.
Bertolucci scelse De Niro per la parte di Alfredo Berlinghieri, il rampollo dei padroni, nato lo stesso giorno e legato da un destino parallelo a Olmo Dalcò (Gerard Depardieu), figlio di contadina e padre ignoto, dopo averlo visto in Means Street di Scorsese. Si erano conosciuti a un concerto di Bob Dylan al Madison Square Garden, l’attore era già al centro dei radar grazie a Il




