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Rivoluzione nel vino toscano: non più solo rosso, il Chianti Docg diventa anche rosé

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di Aldo Fiordelli

Entrano in vigore le nuove regole della denominazione: nasce il Chianti Rosé Docg e debutta la sottozona Terre di Vinci

Chissà se il Chianti rosé sarà considerato come un lampredotto vegano, come andare a caccia con l’infradito o immaginare Dante in monopattino. Di certo il nuovo disciplinare del Chianti Docg farà discutere. Il consorzio del Chianti Docg, da non confondere con quello del Gallo Nero, ha cambiato il proprio disciplinare approvato definitivamente. 

Da oggi il Chianti non sarà più solo rosso, ma anche rosato.

 Con l’entrata in vigore del nuovo disciplinare di produzione, approvato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si consuma il più significativo aggiornamento degli ultimi anni, frutto del percorso avviato dal Consorzio Vino Chianti nel 2020 per adeguare la denominazione all’evoluzione del settore.

Si tratta dunque di una nuova tipologia pensata per ampliare l’offerta della denominazione. 

«Il nuovo Rosé ci permette di entrare in un segmento in espansione, tanto più in un periodo particolare come quello estivo in cui solitamente il Chianti subisce un naturale rallentamento nelle vendite. Questo nuovo disciplinare – spiega Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti – è

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