
di Christian Benna
Il segretario regionale: «Sotto le 200mila vetture la fabbrica non ha ragione di esistere. Il resto sono chiacchiere. Per una svolta serve un secondo costruttore. Ma occorre l’impegno del governo che oggi si vede poco»
«Il tempo degli annunci e delle promesse è finito. È ora invece di raccontarci la verità: quattro stabilimenti in Italia per una produzione di 300 mila vetture l’anno sono troppi. O arrivano i cinesi o Stellantis dovrà chiudere qualche fabbrica». Giorgio Airaudo, segretario regionale della Cgil, era al presidio dei lavoratori lunedì 15 giugno sotto il grattacielo del Piemonte promosso dai colleghi metalmeccanici della Fiom di Torino per chiedere alle istituzioni una svolta sull’industria dell’auto.
«I lavoratori sono stanchi delle promesse dopo 18 anni di cassa integrazione a Torine migliaia di dimissioni incentivate. L’indotto è allo stremo perché il traguardo del milioni di vetture è ormai un miraggio. Il governo deve intervenire al più presto».
Giorgio Airaudo, Stellantis investirà 5 miliardi in Italia con il nuovo piano industriale. Cosa non la convince?
«Siamo sempre agli annunci. Non vedo lancio di prodotti, non vedo numeri, non vedo un cambio di passo. Vedo solo più vetture cinesi per strada, come le Leapmotor portata




