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Ristoranti, hotel e bar: perché controllare i fornitori oggi vale più del menu

C’è una scena simbolica ne “The Godfather” (1972) del regista Francis Ford Coppola – distribuito in Italia come Il Padrino – in cui Don Vito Corleone stringe un accordo con gli altri “capifamiglia”. Una stretta di mano, una parola data, l’onore che suggella il patto. Nel mondo della ristorazione e dell’accoglienza, per anni molti rapporti con i fornitori hanno funzionato esattamente così: sulla fiducia personale. «Mi fido del mio macellaio», «quel caseificio lavora con noi da vent’anni». Con l’entrata in vigore della Legge n. 75/2026, però, la fiducia da sola non basta più a proteggere un ristorante, un hotel o un wine bar.

Nel film “Il Padrino”, per Vito Corleone è sufficiente fidarsi del proprio macellaio. Ma oggi, per gli operatori Horeca, la fiducia non basta più Nel film “Il Padrino”, per Vito Corleone è sufficiente fidarsi del proprio macellaio. Ma oggi, per gli operatori Horeca, la fiducia non basta più

Nel film “Il Padrino”, per Vito Corleone è sufficiente fidarsi del proprio macellaio. Ma oggi, per gli operatori Horeca, la fiducia non basta più Nel film “Il Padrino”, per Vito Corleone è sufficiente fidarsi del proprio macellaio. Ma oggi, per gli operatori Horeca, la fiducia non basta più

Se un fornitore consegna un lotto irregolare o una falsa Dop e quel prodotto viene trovato

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