
di Stefania Ulivi, inviata a Cannes
L’attore in concorso nei panni di Jimmy George, un artista gay in «The Man I Love» di Ira Saches. «L’Oscar? Ne sono ancora fiero. Per tutti gli immigrati»
«Essere stato il primo attore di origini egiziane a vincere un Oscar? È stato uno dei più grandi traguardi della mia vita. Per il mio Paese e la mia famiglia ha voluto dire tantissimo. Ma ha infuso la speranza in tutto il mondo. Credo che ovunque ci siano state persone che possono essersi immedesimate. Che conoscono il peso che si prova a essere un immigrato. Ne vado molto fiero, mi riempie di orgoglio. Va al di là del mio mestiere». Il 24 febbraio 2019 Rami Malek conquistò la statuetta per il suo ritratto di Freddy Mercury in Bohemian Rhapsody. Come allora, ospite degli incontri della Kering Foundation con il regista Ira Sachs, ringrazia sua madre, «la prima di tante donne che mi hanno fatto da mentore nella vita».
Domani Malek e Sachs sfileranno sulla Montée des marches, per presentare, in concorso, The man I love. Un film molto autobiografico, scritto dal regista di Memphis, classe 1965, con Mauricio Zacharias. È ambientato nella New




