A Oslavia, sulle colline del Collio (terroir di grandi vini in Friuli Venezia Giulia) dove la terra sembra custodire più lingue e saperi che distanze, il vino non è mai stato soltanto vino. È memoria, geografia, famiglia, identità. È il racconto di un paesaggio che cambia nome a seconda del versante, ma non cambia sostanza. Da questa linea sottile, reale e simbolica, che separa e insieme unisce Italia e Slovenia, nasce POP, la nuova linea firmata Radikon: due vini, un bianco e un rosso, pensati per parlare in modo più immediato, popolare e libero, senza perdere la profondità di una storia che affonda le radici in questa terra di confine. POP è stato presentato ufficialmente, in modo gioioso e informale, lunedì scorso durante un evento (o sarebbe meglio dire una festa) che ha visto radunati fra cantina e vigneti addetti al lavoro, rappresentanti del mondo dell’horeca, giornalisti e tanti, tanti amici.

I vigneti tra Oslavia e Slovenia, cuore del progetto POP Radikon (foto Dean Dubokovic)
Il lancio ufficiale, dunque, per la nuova linea che aveva visto la luce tre anni fa ma che non aveva ancora avuto il battesimo. E fra i filari e la cantina, fondata da Stanko Radikon




