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Cinghia a bagno d’olio: quali motori la usano davvero (e quali no)

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BELT IN OIL

Negli ultimi anni si è parlato moltissimo della tecnologia della cinghia in bagno d’olio (Belt-in-Oil), una soluzione ingegneristica nata con l’obiettivo di ridurre gli attriti interni, migliorare l’efficienza dei consumi e garantire la silenziosità tipica della gomma unita alla durata teorica di una catena. Tuttavia, questa tecnologia è spesso al centro delle discussioni tra automobilisti per via di noti problemi di affidabilità: lo sfaldamento precoce del materiale gommoso può infatti ostruire il pescante della pompa dell’olio, rischiando di causare gravissimi danni al motore.

Quando si parla di questo argomento, però, si fa spesso una grande confusione tecnica. Non tutti i motori che utilizzano l’olio per lubrificare una cinghia lo fanno per la distribuzione principale (ovvero il sistema che comanda gli alberi a camme e il sincronismo delle valvole). Molti propulsori adottano questa soluzione solo per la piccola pompa dell’olio, mantenendo una classica distribuzione a secco o a catena. Facciamo quindi chiarezza su quali modelli montano questa tecnologia e in quale configurazione.

I MOTORI CHE LA USANO DAVVERO

In questi propulsori, la cinghia principale lavora dentro il blocco motore, a diretto contatto con

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