di Leonard Berberi
Lufthansa, Air France, Iberia e British Airways in rosso sulle rotte domestiche, ma fanno utili record su quelle intercontinentali. Tasse aeroportuali e concorrenza delle low cost comprimono i margini
Per ogni passeggero trasportato sulla tratta Brema-Francoforte (e viceversa) nel 2025, la compagnia aerea Lufthansa ha perso in media 32 euro. Poco più dei 28 euro di rosso, sempre a viaggiatore, per British Airways sulla Londra Heathrow-Aberdeen. Mentre per quelli portati da Lione a Strasburgo (e viceversa) Air France ci ha rimesso 118 euro. Nello stesso periodo, dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, i voli Boston-Newark/New York (poco più di un’ora di volo) hanno portato nelle casse di United Airlines un utile di 32 euro a cliente.
I collegamenti cosiddetti «domestici», interni al Paese di riferimento, si confermano un salasso per le aviolinee europee. Se non avessero il «lungo raggio» — le rotte intercontinentali — che restano redditizie (grazie alla clientela premium che spende migliaia di euro a viaggio), finirebbero in perdita ogni anno, per centinaia di milioni di euro. Ma sono anche voli quasi obbligati perché sono operazioni che «alimentano» gli aerei delle tratte intercontinentali.
L’analisi del Corriere sulle stime delle piattaforme specializzate rende




