di Francesco Bertolino e Daniela Polizzi
Sul tavolo il 51% dello scalo da cui sono transitati 9,2 milioni di passeggeri nei primi nove mesi del 2026. La variabile Etna
Si profila una corsa a sei — tre gruppi italiani e tre esteri — per la privatizzazione dell’aeroporto di Catania. Sul tavolo c’è una partecipazione di maggioranza, almeno del 51%, della società titolare fino al 2049 delle concessione sullo scalo etneo e di Comiso (Sac), che è attualmente controllata dalla Camera di Commercio del Sud Est Sicilia e partecipata da diversi enti locali.
Secondo indiscrezioni, al prossimo traguardo si presenteranno tre operatori italiani: Mundys, piattaforma che fa capo alla holding Edizione della famiglia Benetton e possiede Aeroporti di Roma; Save, società che controlla lo scalo di Venezia e ha per azionisti il fondo Finint Infrastrutture di Enrico Marchi e il private equity francese Ardian; e 2i Aeroporti, società che ha partecipazioni in sette scali nazionali e ha come soci F2i, il fondo spagnolo Asterion e Cdp Equity.
Quanto ai gruppi esteri, sono attese le offerte del colosso francese Vinci, titolare di 70 scali nel mondo; di Corporacion America che ha in portafoglio 52 scali fra cui




