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Portosole Sanremo: «Non siamo più solo un ormeggio», la svolta tra superyacht e nuovi investimenti

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Portosole Sanremo accelera su refit e riqualificazione urbana. Il ceo Casareto: «Il porto evolve in hub integrato, con investimenti, indotto fino a 50 milioni e oltre 350 occupati»

I porti turistici non sono più solo luoghi di approdo. La crescita del segmento superyacht, l’ingresso di investitori istituzionali e l’evoluzione dei servizi stanno trasformando i marina in piattaforme integrate capaci di generare valore ben oltre l’ormeggio. È dentro questo passaggio che si colloca la strategia di Portosole Sanremo, impegnata in un percorso che unisce sviluppo infrastrutturale, refit e integrazione urbana. «Il porto di Sanremo sta riposizionando il proprio ruolo nel Mediterraneo», spiega al Corriere l’amministratore delegato Giorgio Casareto, «tra riqualificazione, nuovi investimenti e una crescente apertura verso la città».

Casareto, qual è la vostra visione industriale? 
Il settore dei porti turistici sta attraversando una fase di trasformazione molto marcata. L’ingresso di grandi investitori istituzionali, con capitali e orizzonti di lungo periodo, sta cambiando il modo in cui questi asset vengono concepiti e gestiti. Non si tratta più solo di gestire posti barca, ma di valorizzare l’intero sistema portuale. Nel modello tradizionale molti servizi erano esternalizzati e il concessionario si concentrava essenzialmente sugli ormeggi. Oggi invece

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