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Popillia japonica: ecco i rimedi più efficaci e gli errori da evitare per tenerle a bada. I tre consigli di Pietro Bruni

di Pietro Bruni

Il coleottero giapponese che riduce le foglie come centrini fatti a uncinetto si può tenere a bada con metodi naturali. Le trappole ai feromoni? Non sono quasi mai una buona idea

A fine giugno, in molte zone del Nord Italia, comincia uno di quei piccoli spettacoli naturali che, se uno ama le piante, preferirebbe francamente non vedere: gli adulti di Popillia japonica si radunano su rose, rampicanti e arbusti, mangiando foglie, fiori e frutti con una determinazione piuttosto ammirevole, se non fosse esercitata proprio contro il nostro giardino. La Popillia japonica, nota anche come coleottero giapponese, è un insetto originario dell’Asia orientale, segnalato per la prima volta nel 2014 tra Piemonte e Lombardia, nell’area del Parco del Ticino. Da allora si è diffuso progressivamente, diventando uno degli insetti più osservati e temuti nei giardini estivi. 

L’adulto è abbastanza facile da riconoscere: ha il corpo verde metallizzato e le elitre (cioè le ali anteriori indurite, tipiche dei coleotteri) color bronzo ramato. Sembra quasi un gioiellino, dettaglio che naturalmente non consola moltissimo quando lo troviamo intento a trasformare una foglia di vite in una specie di centrino fatto all’uncinetto. Il punto è che non si tratta

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