Senza vere specialiste sull’erba e con un tabellone aperto, il servizio della Williams può ancora fare la differenza. Lunedì il verdetto del campo: trovata pubblicitaria o miracolo agonistico
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29 giugno – 11:28 – MILANO
Tanti pro, pochi contro, curiosità molta. Il ritorno di Serena Williams in singolare a Wimbledon stuzzica l’interesse di tutti, desiderosi di vedere il livello attuale dell’ex numero uno del mondo. Trovata pubblicitaria, operazione nostalgia senza troppe aspettative o aspettative concrete di fare bene e chissà, agguantare Margaret Smith Court e i suoi 24 slam? Al campo l’ardua sentenza, e non ci vorrà molto a scoprirlo, visto che Wimbledon inizia lunedì.
le aspettative—
Ci sono stati grandi ritorni in passato, ma mai all’età di Serena. Un personaggio della grandezza della 23 volte vincitrice Slam difficile torni in gara per passatempo o peggio ancora per farsi umiliare dalle giovani rivali. A quasi 45 anni e dopo un’inattività in singolare che dura dallo Us Open 2022, Serena per prima sa che è impensabile raggiungere immediatamente chissà quale livello. Wimbledon però è un torneo molto particolare, per specialisti, e di specialisti in campo




