di Andrea Ducci Enrico Marro
Dall’housing sociale al dimezzamento degli oneri dei notai, agli sfratti più veloci. L’intento è mettere mano anche al patrimonio edile residenziale pubblico, rendendolo utilizzabile
Dieci miliardi in dieci anni per mettere a disposizione «100mila» case popolari o a prezzi calmierati. Il Piano Casa, presentato dal governo il 30 aprile, dovrebbe rispondere all’emergenza abitativa italiana.
Case popolari, verso 60 mila assegnazioni
Il recupero degli edifici e degli alloggi popolari è una priorità del Piano Casa. Il vicepremier e ministro, Matteo Salvini, dice che entro dodici mesi dovranno essere resi disponibili 60 mila alloggi popolari (di cui 17 mila nella sola Lombardia) al momento inutilizzabili o inagibili. L’intento è mettere mano al patrimonio edile residenziale pubblico, rendendolo utilizzabile attraverso lavori di messa a norma che avranno un costo medio di circa 20 mila euro.
Sarà nominato un commissario.
A sovrintendere sarà nominato un commissario. L’obiettivo è indicato dallo stesso Salvini «in 12 mesi intendiamo fare avanzare 60 mila famiglie in graduatoria e riassegnare loro una casa rimessa a nuovo». Inoltre, si realizzerà un programma per la locazione a lunga durata degli immobili assegnati, con la facoltà di riscatto predefinita ( rent to buy




