
di Guido Santevecchi
I tre si incontreranno a Shenzhen a metà novembre. Ma secondo il tedesco Steinmeier il leader cinese non intende discutere la crisi ucraina senza gli europei e Kiev
Da qualche settimana si parla della megalopoli cinese di Shenzhen come di una nuova Yalta, sede di un vertice tra i grandi che dividerebbe il mondo in sfere di influenza. Protagonisti Xi Jinping, Donald Trump e Vladimir Putin, riuniti a margine della riunione Apec (Paesi dell’Asia-Pacifico) in programma il 18 e 19 novembre.
L’ipotesi di una intesa tripartita sembra più un sogno del Cremlino: Putin ha parlato a Trump del vertice nella sorprendente telefonata del 9 ottobre, quando il presidente americano ha deciso di rompere l’embargo occidentale comprando diesel russo. Fonti di Mosca hanno aggiunto che nell’incontro trilaterale di Shenzhen si dovrebbe discutere la questione ucraina, per porre fine a una guerra impantanata sul campo di battaglia e trasformatasi in una serie di attacchi reciproci a infrastrutture civili.
Il problema principale è che la manovra diplomatica progettata dai russi escluderebbe dal tavolo l’Ucraina e l’Unione europea, sempre schierata con Kiev.
In questo clima di incertezza è intervenuto il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, che è stato a Pechino e




