
Bonus o malus? Questo è il problema. Perché di fronte al moltiplicarsi di decine di misure per sostenere famiglie, imprese e singoli cittadini, viene un dubbio: non è che questi provvedimenti abbiano un effetto negativo, creino distorsioni, o magari alimentino un marketing dell’annuncio a cui corrispondono vantaggi modesti?
L’ultimo arrivato è il bonus colonnine: chi vuole installare una wallbox domestica per ricaricare per l’auto elettrica può chiedere un rimborso pari all’80% della spesa, fino a 1.500 euro per i privati e 8 mila per i condomìni. Poco prima era scattato il contributo per l’affitto dei genitori separati o divorziati con figli a carico, fino a 6 mila euro l’anno. Sullo sfondo spicca il bonus bollette: per le famiglie con Isee fino a 25 mila euro, escluse dal bonus sociale ordinario, può tradursi in uno sconto sulla sola bolletta elettrica fino a circa 60 euro. Il contributo è volontario, dipende dall’adesione del venditore di energia e dall’ammontare dei consumi. C’è anche un secondo intervento, da distinguere dal primo: nel 2026 chi già riceveva il bonus sociale elettrico ha avuto automaticamente un contributo straordinario di 115 euro.
La giungla degli aiuti e il catalogo infinito delle misure
Il prossimo anno potrebbe arrivare



