
L’ex bomber e capitano dell’Inter è libero: ha 33 anni, sa segnare e conosce il nostro campionato. A Spalletti farebbe comodo, per esempio, e non solo a lui
Il mercato, si sa, è una materia misteriosa. Non solo perché, quasi sempre, i dirigenti preferiscono tenere segreti i loro obiettivi per non dare vantaggi alla concorrenza, ma anche per l’originalità e la fatica che alcune trattative comportano. La sensazione è che spesso il facile non piaccia, oppure sembri così scontato, banale, da non attrarre abbastanza. La premessa serve per parlare di Mauro Icardi che a 33 anni potrebbe, dovrebbe, essere una grande opportunità per molti nostri club ed invece è ancora lì, a pochi giorni dallo stop, in attesa di trovare la giusta sistemazione. Stiamo parlando, come detto, di un calciatore che dal punto di vista anagrafico, facendo il paragone con parecchi suoi colleghi già sistemati, è ancora nel pieno della sua vitalità. Ha segnato 77 gol in quattro stagioni al Galatasaray, dimostrando di non aver perso assolutamente la confidenza con l’area di rigore, è andato via dall’Italia al culmine di una questione anche e soprattutto di rapporti – e non certo per i dubbi sul suo valore – e forse




