Ci sono tantissime buone ragioni per augurarsi che l’era Donald Trump finisca il più presto possibile. Tra queste io ci metto anche un generale recupero di lucidità e di equilibrio nell’analizzare le cose che accadono, perché viviamo in un mondo in cui qualunque evento negativo viene attribuito a lui, al Grande Satana. Prendiamo l’esempio dell’attuale tensione che c’è sui mercati finanziari.
I bond, sia titoli del Tesoro sia obbligazioni emesse da aziende private in questo periodo, vedono i tassi di interesse in aumento, con delle ripercussioni poi che arrivano anche a ogni cittadino. Per esempio, finiscono per costare di più anche i mutui per la casa. Ecco, anche questa tensione sui mercati finanziari è stata naturalmente addebitata a lui. Si è detto che è un giudizio di sfiducia dei mercati verso l’amministrazione Trump e in particolare l’aumento del debito pubblico americano.
Ma l’aumento del debito americano è un problema che si trascina da tante amministrazioni. Il primo downgrading, ovvero declassamento del debito sovrano degli Stati Uniti accadde sotto Obama. E per ritrovare un bilancio federale in pareggio bisogna risalire addirittura a Bill Clinton alla fine degli anni 90, il secolo scorso. Ma soprattutto, soprattutto il problema del




