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Perché i dipendenti di Palazzo Chigi hanno scioperato: lo smart working dimezzato (a un giorno a settimana) e la vertenza sul contratto

di Valentina Iorio

Una direttiva di aprile ha ridotto i giorni di smart working da 104 a 52. I sindacati contestano la scelta: «Ingiustificata»

Il dimezzamento dei giorni di smart working a Palazzo Chigi, che limita a un massimo di 52 il numero di giorni in cui è possibile lavorare da remoto, sta suscitando malcontento tra i circa 3.500 i dipendenti a tempo indeterminato che lavorano per la Presidenza del Consiglio. A stabilire i nuovi limiti è una direttiva sul lavoro agile firmata il 14 aprile scorso da Carlo Deodato, segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri. 

Cosa dice la direttiva sul lavoro agile 

«Il dipendente può svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile per 52 giorni annui, da concordare con il dirigente responsabile nell’ambito dell’accordo individuale di lavoro agile, nel rispetto delle esigenze organizzative della struttura e del criterio della prevalenza dello svolgimento della prestazione lavorativa in presenza su base settimanale», si legge nel testo. Ai dipendenti con figli piccoli, alle donne in gravidanza e ai lavoratori con disabilità viene garantita una maggiore flessibilità. Nel documento si fa riferimento «alla complessità  delle funzioni attribuite alla Presidenza del Consiglio dei ministri, che richiede un modello gestionale capace

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