
Secondo i progressisti, gli under 18 non sanno ciò che fanno. Eppure sono i partiti che li vorrebbero alle urne, spingono perché possano scegliere il proprio genere e applaudono se fan cortei per il clima
Leggendo i quotidiani di sinistra, da Repubblica ad Avvenire, e sentendo le dichiarazioni degli esponenti di partito, si deduceva che i sinceri democratici non ritengono i minori meritevoli di finire in carcere, a prescindere. Addirittura, pare quasi che, secondo loro, non possano essere condannati neppure se commettono dei reati. Ne prendiamo atto. Adriano Sansa, ex sindaco di Genova e magistrato minorile, dice a Repubblica che «con una superficialità che colpisce assisteremo a un totale capovolgimento di un sistema di civiltà durato molto a lungo. Come si fa a dire trattiamo i minori come adulti se non lo sono? Le parole perdono senso. Il minore è un persona la cui personalità è in fase di formazione, di evoluzione non ancora completata. Con una frase si trasforma la realtà». Don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano, allo stesso giornale spiega che «la maggior parte dei ragazzi che incontro non è affatto conscio della gravità dei suoi gesti». Leggermente più cauto ma comunque critico,




