
L’Italia non tiene il passo dell’Europa nella transizione verso la mobilità elettrica, ma stanno emergendo segnali positivi per il futuro, a partire dalla progressiva scomparsa di alcuni degli ostacoli che finora hanno frenato la diffusione delle auto a batteria.
È questo il principale messaggio lanciato dalla settima edizione dello studio eReadiness 2026 della società di consulenza PwC Strategy&.
La ricerca parte comunque dai ritardi “ormai strutturali” dell’Italia. Infatti, nei primi sei mesi del 2026 la quota di immatricolazioni elettriche nel nostro Paese si è fermata all’8%, restando molto distante dalla media dell’Unione Europea (21%) e soprattutto dal 45% indicato nelle previsioni del 2021.
Si tratta di uno dei divari più ampi in Europa, che mette a rischio i target della decarbonizzazione. All’attuale ritmo, l’obiettivo al 2030 di riduzione del 55% delle emissioni di CO2 sarebbe raggiunto con 6 anni di ritardo in Italia, mentre il traguardo delle zero emissioni previsto dal regolamento Fit for 55 per il 2035 slitterebbe al 2042.




