
La frenata automatica d’emergenza, il mantenimento della corsia e il cruise control adattivo contribuiscono ogni giorno a evitare incidenti o a limitarne le conseguenze. Eppure c’è un paradosso: sulle strade circolano milioni di auto dotate di ADAS, ma oggi la revisione periodica non prevede un controllo sistematico del corretto funzionamento di questi sistemi.
Da qui la proposta di introdurre verifiche specifiche durante la revisione, discussa oggi a Roma nella sede dell’ACI – Automobile Club d’Italia durante il convegno “La sicurezza invisibile”, dedicato ad ADAS, manutenzione e prevenzione nell’ambito di Autopromotec – The Dialogues.
La questione è tutt’altro che teorica. Sostituire un parabrezza, subire un urto o effettuare una riparazione può infatti alterare l’orientamento di radar e telecamere, rendendo necessaria una ricalibrazione. Eppure molti automobilisti potrebbero non esserne consapevoli.
La prima auto a impiegare un cruise control adattivo capace di utilizzare i freni e un sensore radar per regolare la velocità fu la Mercedes-Benz Classe S W220 del 1998. Una vettura che oggi avrebbe 28 anni. La domanda allora sorge spontanea: se circolasse ancora, quello stesso sistema di assistenza alla guida sarebbe in grado di funzionare correttamente?




