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Pensioni, spesa al 17,1% del Pil nel 2045 (poi scenderà), stretta sulle case irregolari (la metà): i vincoli e le scelte del Dpf

di Enrico Marro, Mario Sensini e Claudia Voltattorni

Lo scenario economico su cui si reggono i dati del Documento di Finanza Pubblica ipotizza breve durata delle tensioni in Medio Oriente. Nello scenario avverso, Pil in recessione nel 2027

Comunque vada la guerra in Medio Oriente, il sentiero per le politiche di bilancio resta molto stretto, a meno che l’Ue non allenti o sospenda il Patto di stabilità, come vorrebbe il governo italiano. Lo si ricava dal Dfp, Documento di finanza pubblica, appena presentato dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che si muove in un quadro di incertezza, tra vincoli nuovi e le persistenti criticità del welfare.

Pensioni, tra 15 anni la spesa al 17,1% del Pil

Resta precario l’equilibrio della spesa per pensioni. La sua incidenza sul Pil è cresciuta dal 14,9% del 2022 al 15,2% nel 2025, livello sul quale resterà anche quest’anno, si legge nel Documento di finanza pubblica, mentre dal prossimo anno ci sarà un leggero aumento: 15,4% e poi 15,5% nel 2028 e 2029. Ma è soprattutto nei 10-15 anni successivi che la spesa galopperà, secondo lo scenario a legislazione vigente, «fino a raggiungere il 17,1% del Pil nel 2041, livello sul quale si mantiene

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