
Dal 1 gennaio cambiano i coefficienti per calcolare la pensione e salgono i requisiti di età. Ecco cosa succede in concreto e come compensare la differenza
Si lascerà il lavoro un po’ più tardi e, a parità di contributi versati, si incasserà qualcosa in meno. È quello che attende chi andrà in pensione dal 2027. Non è una nuova stretta, ma l’effetto di due aggiornamenti automatici previsti dalla legge e legati all’aumento della speranza di vita. I nuovi coefficienti sono contenuti nel decreto dei ministeri del Lavoro e dell’Economia, firmato il 16 ottobre e pubblicato.
Perché le pensioni diventano più leggere dal 2027
Per la parte di pensione calcolata con il metodo contributivo, l’assegno si ottiene moltiplicando il “montante contributivo” per un coefficiente di trasformazione che dipende dall’età di uscita. Il montante è il capitale virtuale che si accumula con i contributi versati in tutta la carriera. I coefficienti vengono rivisti ogni due anni. Se si vive più a lungo, la stessa somma deve coprire più anni di pensione, e la percentuale applicata si abbassa. Nel biennio 2027-2028 il coefficiente scende a tutte le età, dai 57 ai 71 anni. A 67 anni passa dal 5,608% al 5,514%, a




