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Pensione più lontana dal 2027 (e assegni più leggeri): quanto si perde e chi è penalizzato, le simulazioni

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Dal prossimo anno cambiano i coefficienti di trasformazione per il calcolo delle pensioni e aumenta l’età per lasciare il lavoro con l’adeguamento alla speranza di vita. Ma rinviare il pensionamento può far crescere l’assegno. I calcoli fatti per voi

Chi andrà in pensione dal prossimo anno dovrà fare i conti con una doppia novità: lavorare più a lungo e, a parità di contributi accumulati, ricevere un assegno più basso. Non si tratta di una nuova tassa né di un taglio alle pensioni già in pagamento, ma del previsto aggiornamento dei coefficienti per il biennio 2027-28 utilizzati per trasformare i contributi versati durante la vita lavorativa in pensione. Si tratta di un meccanismo tecnico, ma con conseguenze molto concrete. Così, mentre gli assegni diventano meno generosi, l’età per il pensionamento di vecchiaia salirà dagli attuali 67 anni a 67 anni e 1 mese nel 2027, per arrivare a 67 anni e tre mesi nel 2028.

Perché le pensioni diventano più leggere?

Il principio alla base del sistema contributivo è semplice: i contributi accumulati ogni anno e durante tutta la carriera devono finanziare la pensione per tutta la durata attesa della vita dopo il ritiro dal lavoro.

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