
Mai titolare in rossoblù e solo un gol segnato. Palladino in emergenza non può attendere
Cento minuti in campo, mai una titolarità, un gol salvifico (al Sassuolo, quello del 2-2), subentri che hanno lasciato una traccia forte e alcuni tragitti che non hanno cambiato la storia. Ma Artem Dovbyk, adesso, deve scavare il solco, guidare la riscossa, aumentare lo “score” (come lo chiama Raffaele Palladino) dei gol: anche perché lui non solo li sa fare ma è stato preso proprio per quello.
La rincorsa—
Artem, sia chiaro, è esattamente il primo a volersi riprendere la scena. L’ha vista a suo modo proprio contro il Sassuolo – esultando alla Rocky – ma sono ancora troppo poche le situazioni in cui ha potuto essere se stesso: il tutto dal gennaio scorso, gol al Lecce con la maglia della Roma ma poi quel problema muscolare che lo ha costretto ad operarsi dallo stesso luminare che pochi giorni fa ha “trattato” Emil Holm in Finlandia. Da allora, da quell’alba del 2026, Gasperini lo ha considerato poco e lui quella situazione da “emarginato” in casa non l’ha dimenticata. “Penso di essere migliorato dal punto di vista della mentalità – disse l’attaccante ucraino proprio dopo




