
di Maria Teresa Meli
La faglia a sinistra si allarga, l’ipotesi di una cena chiarificatrice tra i leader
In politica le foto di gruppo servono a nascondere le distanze, non a colmarle. Elly Schlein e Giuseppe Conte lo sanno bene: sorridono insieme nelle occasioni ufficiali, tra Bonelli e Fratoianni, e si ignorano in tutte le altre. Sull’Ucraina, però, il campo largo ha smesso di recitare la parte dell’unità: la distanza è diventata una faglia, e le faglie, si sa, possono produrre terremoti.
Schlein in un’intervista al Foglio non usa mezzi termini: sostegno a Kiev «con tutti i mezzi necessari», l’invasione russa come «violazione del diritto internazionale». «Chiunque non riconosca in questa storia chi è l’aggredito e chi è l’aggressore — sottolinea la segretaria dem — sbaglia. Lo dico da sinistra, è inaccettabile pensare che qualcuno, in Europa, possa pensare di riscrivere i confini con l’uso della forza». Schlein spinge anche per l’ingresso dell’Ucraina nella Ue e lancia l’ennesimo monito su Putin, da non sottovalutare mai, secondo lei.
È un’ apertura alle istanze dei riformisti dem e un altolà a Conte, che marcia in direzione opposta. Il no al riarmo è diventato il cuore della campagna




